Il nostro progetto

Tu, unico, irripetibile, immagine di Dio

 

ABBIAMO CURA DELLA PERSONA

Non è un motto; al Seghetti è una consuetudine, un’attenzione particolare e specifica dell’Istituto ed, infine, un proposito nonchè un impegno quotidiano. 

Il progetto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù, così come afferma Santa Teresa Verzeri, concepisce la Persona come creatura unica ed irripetibile che crescendo si svela meravigliosamente nella libertà e nella diversità.

Per questa ragione nel tempo, nella città e nella storia di Verona da più di Cento anni il Seghetti ha una missione: l’educazione e la cura delle nuove generazioni.

 

 

 

 

Principi pedagogici tratti dagli scritti della Fondatrice, S. Teresa Verzeri

Concepire la persona nella sua sacralità

La persona è:

  • Ordinata a Dio
  • Il nostro essere fu creato per Iddio solamente, e solamente in esso può trovare riposo e soddisfazione. (Lett. 16 marzo 1833)
  • L’amore di Dio quando prende possesso in un’anima, la trasforma tutta in Dio medesimo. (Lett. 25 giugno 1832)
  • Unica e irripetibile
  • Considera coteste giovanette che la Provvidenza ti affidò immagini di Dio stesso e frutto del sangue dello Sposo tuo, e come tali, abbine quella premura, quell’impegno, quella cura che si meritano.
    (Lett. 12 gennaio 1840)
  • Come le fisionomie, così sono diversi gli spiriti; e come gli spiriti, così sono diverse le vie stabilite dalla sapienza di Dio per condurre a santificazione (Dov. III, 350)
  • Un mistero che divenendo si disvela
  • Fa’ stima della tua via e ne loda il Signore; e del pari fa’ stima della via di altre in cui l’operazione della grazia è recondita e di leggieri si nasconde agli occhi dell’anima che la riceve. (Lett. 23 agosto 1848)
  • Abbiate e mostrate stima della via di tutte, purché da Dio sia segnata (…) nessun cammino conduce a salute fuori di quello voluto da Dio (Dov. III, 351)
  • Relazione
  • Dio, il suo volere la sua gloria devono essere l’anima e il motore del vostro sacrificio a pro dei prossimi: poiché in ogni vostra operazione sì interna che esterna, dovete avere per principio l’amore, la volontà di Dio per regola, e per fine la divina gloria. (Dov. I, 59)

 

Educare è ministero altissimo e divino

Educare è:

  • Dar mano all’interiore
  • Chi non consulta l’anima propria, cioè la propria coscienza illuminata da Dio, opera non rettamente. (Lett. 16 dicembre 1851)
  • Mezzo migliore  e più sicuro è di dar mano all’interiore e renderlo possibilmente virtuoso. (Dov. III, 380)
  • Adattarsi all’indole individuale
  • Analizzate l’anima di ciascuna, osservatene gli andamenti, studiatene le propensioni e i moti più intimi per conoscerla a fondo, per formarne fondato giudizio, e su questo regolare il modo con cui dovete ciascuna guidare. Alcune vorranno un trattamento grave, altre affabile; alcune rigido, altre dolce; riservato alcune; altre facile e confidenziale. Date a ognuno quanto le si confà essendo che questo ci vuole non altro, per condurle alla virtù e perfezionarle nello spirito. (Dov., III, 349)
  • Fare opera di prevenzione
  • Coltivate e custodite molto, e molto accuratamente, la mente e il cuore delle vostre giovinette, mentre sono ancor tenere, per impedire, per quanto è possibile che in esse entri il male, essendo miglior cosa preservarle dalla caduta coi vostri richiami ed ammonimenti che risollevarle poi con la correzione. (Dov. III, 368)
  • Allontanatele con saggia industria da ogni menomo pericolo di male senza che esse, il più delle volte capiscano da qual male le allontanate; innamoratele della virtù al vizio contraria senza che si accorgano di scampare da un male. (Dov. III, 369)
  • Per allontanare le anime dal male e per ottenere incremento di virtù allo spirito, è necessario che anche il corpo abbia il suo ristoro. Persuadetevi di questo ben bene e studiate il modo più opportuno e proporzionato per divertire le giovinette di guisa che abbiano un vero sollievo. (Dov. III, 371)
  • Ricercare la verità e la virtù
  • Non inventate peccati, che ve ne sono anche troppi. Piuttosto procurate diminuirne il numero col formare buona la coscienza, retta la mente, puro il cuore delle giovani, perché fuggano ogni ombra di male e pratichino ogni fiore di virtù. (Dov. III, 363)
  • Esercitare la volontà e il discernimento
  • Nella direzione e nella coltura delle giovani dovete usare di una estrema discrezione. Sia      vostra mira di educarle alla virtù e di condurle a Dio e nella scelta dei mezzi per riuscire,    adattatevi alla tempra, all’indole, alle inclinazioni e alle circostanze di ognuna. (Dov. III,  349)
  • Responsabilizzare nella libertà
  • Si deve lasciare alle giovani una santa libertà, perchè sappiano che il giogo del Signore è soave e i suoi servi sono liberi. Una santa libertà farà sì che le vostre giovani operino volentieri e in pieno accordo quello stesso che, oppresse da un comando, farebbero con peso e con violenza. (Dov. III, 347)
  • Precedere con l’esempio
  • Se volete essere veramente utili alle vostre giovani, precedetele in ogni virtù coll’esempio, memori che più si edifica facendo e operando, che predicando senza operare. (Dov. III, 345)
  • Bisogna mostrare con l’esempio prima di insegnare con le parole. (Dov. III, 345)
  • Persuadetevi che il buon esempio è indispensabile e se trovate che i vostri insegnamenti cadono vuoti, o hanno poco effetto, esaminate la vostra condotta e la troverete difettosa appunto là, ove le vostre istruzioni sono meno efficaci. Siate sante e farete delle sante. (Dov. III, 346)
  • Curare la coerenza
  • Crescerai nell’amore esercitandoti in esso. Procura di far largo all’amore onde si impossessi di te: per fargli largo rinnega te stessa. Non ti muover a nulla se l’amor non ti muove; onde seguirlo, consultarlo: per sentirlo opera con tranquillità, con distacco e con la mira  a Dio, e brama il voler suo. (…) Amore, amore, amore; e questo rettificherà tutto. (Lett. 14 giugno 1838)

 

Educare animati dalla carità

Modo di educare:

  • Esercitate una superiorità efficace
  • Vorrei che aveste sulle giovani una superiorità efficace e santa che vi presentasse loro come luogotenenti di Dio, investite della sua autorità e insieme animate dal suo spirito, e mosse e condotte dalla carità e dolcezza del Cuore divino. (Dov. III, 347)
  • Amate i vostri giovani come li ama Dio
  • Dovete amare sinceramente l’anima delle vostre giovani, come l’ama Iddio stesso, e nulla dovete omettere o trascurare di quanto giova a procurar loro salute. In massima usate dolcezza. (Dov. III, 366)
  • Farsi prossimi
  • Formatevi un’abitudine virtuosa di aver tutti in istima, chiudete gli occhi sui falli altrui e apriteli sulle loro virtù per apprezzarle e imitarle. (Regole di morale e disciplina …)
  • Non date peso alle cose da nulla
  • Sappiate differenziare, nell’avvertire e correggere, difetto da difetto, (…) non date peso a cose da nulla: non scaldatevi per certi difettucci che provengono da bollore di gioventù, da poca esperienza e meno discernimento, da temperamento vivace e da brio di spirito; lasciate che la natura si spieghi e manifesti le sue tendenze, e ciò sarà per il meglio. (Dov. III, 360)
  • Attendete con pazienza e longanimità
  • Ci vuole prudenza grande e illuminata per secondare la grazia e non prevenirla, altrimenti si esigerebbe quanto non ci si può dare il che produrrebbe inquietudine e confusione, con sommo danno dell’anima che si guida. (Dov. III, 352)
  • Educate seguendo la grazia, non prevenendola
  • In massima, usate dolcezza, benignità, vigilanza, discrezione, zelo; vedrete che, senza comparire imperiose, dominerete salutarmente i cuori; poiché il padrone dei cuori, Dio, sarà con voi, governando e disponendo nella sua sapienza ogni cosa, e guidando a mano a mano, ciò che nelle circostanze conviene. Oh, come sa ben governare chi è governato da Dio!  (Dov. III, 354)
  • Bisogna tenere fissa la massima di seguitare la grazia, non prevenirla mai, e siccome il Signore è dolce e retto, così voi dovete essere dolcissime nell’esigere e rettissime nel governare e sostenervi. (Dov. III, 352)
  • Fatevi amare più che temere
  • Siate benigne e soavi, e con la dolcezza e con la pazienza otterrete molto più che con la severità e col terrore. (Dov. III, 359)
  • Prediligete chi è maggiormente in bisogno di aiuto e di soccorso
  • La vera e pura carità mira con predilezione coloro che ci odiano, che ci disprezzano e sparlano di noi, trovandole maggiormente in bisogno di aiuto e di soccorso. Voi, mie dilettissime, che da una soda carità dovete essere animate e condotte, abbiate per queste giovani ingrate e sconoscenti l’occhio attento e benigno il cuore, correndo al loro bisogno appena lo potete. (Dov. III, 348)
  • Non esigete tutto da tutti, né troppo
  • Dalle vostre giovani non pretendete troppo, né vogliate frutti immaturi. Certe riformatrici che vorrebbero tutto e subito, non ottengono mai nulla, e quel bel detto: “Chi troppo abbraccia nulla stringe” non verrà mai meno, finché il mondo sarà mondo. (Dov. III, 351)
  • Non correggete a misura ma a peso
  • Dovendo correggere e castigare, prima di tutto consultate Dio, protestando dinanzi a Lui che non vorreste essere mosse guidate che dallo Spirito suo e dalla sua purissima carità. Indi aspettate il tempo opportuno e le circostanze favorevoli e studiate il modo più proprio, efficace, e meno aspro e irritante per toccare salutarmente la colpevole. (Dov. III, 367 - 368)
  • Non dovete predicare no, bastano alcune parolette a luogo e a tempo. (Lett. giugno 1825)

 

Analisi della situazione

La situazione esterna

La realtà socio-economica della città e della provincia corrisponde alla fisionomia che viene delineata in genere per il Triveneto: anche se le dimensioni delle aziende restano, tranne qualche caso, medio o piccole, il diffuso benessere viene garantito da una imprenditoria dinamica che sa rinnovarsi e proiettarsi sempre più sui mercati esteri. Agricoltura e turismo costituiscono settori privilegiati di investimento, con notevoli effetti di retroazione positiva sull'attività finanziarie, commerciali e ricettive. Altamente competitive risultano essere le strutture della Fiera di Verona e dell'aeroporto "Valerio Catullo" di Villafranca.
Sul piano culturale la città ospita all'Università agli Studi, Ateneo in continua espansione, e numerose istituzioni culturali ed artistiche, alcune di rilievo nazionale, come l'ente lirico o la Galleria di arte Moderna - Palazzo Forti, e sa proporre manifestazioni ed eventi artistici di notevole livello. Sotto il profilo sociale, tuttavia, a fronte di un panorama vario e consistente di associazionismo, che spazia dalle piccole società sportive, ai comitati organizzatori di feste, ai gruppi ambientalisti, al volontariato variamente impegnato e capillarmente diffuso, Verona è una città che manifesta segni di disagio: si rilevano episodi di intolleranza e rifiuto anche violento nei confronti degli ormai numerosi immigrati e frequenti fenomeni di microcriminalità collegati alla diffusa tossicodipendenza. Si raccolgono inoltre dati significativi che riflettono una fase di profonda crisi della famiglia, con percentuali di separazioni e divorzi ben più elevata della media nazionale.

 

La situazione interna

Gli alunni e le alunne dell'Istituto Seghetti provengono in gran parte dalla Provincia, ad eccezione della scuola elementare, dove i residenti del comune di Verona costituiscono una percentuale maggiore tra gli iscritti.
La posizione della Scuola, centrale nella città e la prossimità alle fermate di servizi di trasporto pubblico, alleggeriscono almeno in parte di disagio del trasferimento quotidiano. Per gli alunni, la scuola costituisce un momento di aggregazione con i coetanei molto importante, se non talvolta fondamentale. Se infatti è rilevante la frequenza a corsi musicali, artistici  in orario extrascolastico, che però hanno carattere piuttosto individuale, va notata la scarsa percentuale di coloro che partecipano a gruppi organizzati, siano essi sportivi, ricreativi, parrocchiali o di volontariato.

 

Organizzazione istituzionale

• Consigli di Interclasse per la Scuola Elementare
• Consigli di Classe per la Scuola Media Superiore
• Collegio Docenti per i tre ordini di scuola
• Consiglio d’Istituto  Scuola Primaria e Secondaria I grado
• Consiglio d’Istituto Scuola Secondaria di II grado
Gli alunni della Scuola Superiore, nominano i loro rappresentanti per Consiglio di Classe e d'Istituto per la Consulta Provinciale degli Studenti. Il Comitato Studentesco d'Istituto, formato dai succitati rappresentanti, si fa promotore ed organizza regolari assemblee secondo la normativa vigente.
All'interno dell'Istituto sono particolarmente attiva l'Unione Ex-Allievi e l'Associazione A.GE.S.C. (Associazione Genitori Scuole Cattoliche) che annualmente predispongono momenti di incontro, gite, la festa di diploma, e si occupano altresì del Fondo di Solidarietà per consentire riduzioni di retta ed alunni in disagiate condizioni economiche.

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