…firenze e barbiana…

…firenze e barbiana…

SCUOLA SUPERIORE
La classe 3C in gita a Firenze e Barbiana nei luoghi di Don Milani. Nel Medioevo è stata un importantissimo centro artistico, culturale, commerciale, politico, economico e finanziario; nell’età moderna Firenze ha ricoperto il ruolo di capitale del Granducato di Toscana dal 1569 al 1859 che, col governo delle famiglie dei Medici e dei Lorena, divenne uno degli stati più ricchi e moderni d’Italia.
Importante centro universitario e patrimonio dell’umanità UNESCO (il centro storico, dal 1982), è considerata luogo d’origine del Rinascimento – la consapevolezza di una nuova era moderna dopo il Medioevo, periodo di cambiamento e “rinascita” culturale e scientifica – e della lingua italiana, grazie al volgare fiorentino usato nella letteratura.
È universalmente riconosciuta come una delle capitali mondiali dell’arte e dell’architettura, nonché visitatissima destinazione turistica internazionale, grazie ai suoi numerosi monumenti e musei. Di inestimabile valore i lasciti artistici, letterari e scientifici di alcuni suoi cittadini illustri, veri geni del passato, quali Dante, Petrarca e Boccaccio in campo letterario; Giotto, Brunelleschi, Donatello, Botticelli, Leonardo da Vinci e Michelangelo nelle arti figurative; Lorenzo de’ Medici e Machiavelli nelle scienze politiche; Amerigo Vespucci e Galileo Galilei nelle scienze geografiche, astronomiche e fisiche. Immersi nella cultura e nell’arte, i ragazzi di terza c del liceo della contemporaneità, hanno cercato tracce di civiltà, di costume, di educazione volta alla ricerca di ciò che vale ed è vero, quindi buono. E allora, anche sotto la pioggia e un freddo pungente, i ragazzi di terza c hanno seguito indicazioni e percorso sentieri fino a Barbiana che si trova nel cuore del Mugello, a pochi chilometri da Firenze
Barbiana non è un paese, non è nemmeno un villaggio. Barbiana è una chiesa con la canonica. Le case, una ventina in tutto, sono sparse nel bosco e nei campi circostanti, isolate tra loro. E lì don Lorenzo Milani dal dicembre del
1954 fino a giugno del 1967 fece scuola come unica possibilità per mettere i poveri, lontani da mezzi e denari, in condizione di pensare, capire, conoscere da uomini liberi e autonomi.”Fare strada ai poveri senza farsi strada” per valorizzare le differenze culturali e il rispetto verso tutti i popoli. La scuola di Barbiana, nella quale il priore amò quotidianamente come propri i figli dei poveri, nella speranza del loro riscatto, fu un piccolo e prezioso laboratorio di “utopia concreta “. I ragazzi di terza c hanno potuto confermare che lassù nulla è cambiato: le cartine e l’atlante storico alle pareti, l’ astrolabio, la camera oscura per le foto. E quelle due parole scritte in rosso e stampatello su una porta: I CARE . Per restituire ai più umili la consapevolezza della loro dignità e risvegliare quella naturale sete di sapere che è fiducia nella vita. Don Milani sacerdote, educatore, testimone di pace, indica ancora una volta un sentiero a tutti gli educatori: la passione nella relazione insieme alla capacità di dissotterrare tesori nascosti e di valorizzare le differenze, il valore e la funzione della parola, la necessità di un fine, la crescita di cittadini responsabili e sovrani, che fa avanzare l’umanità verso orizzonti di giustizia e di pace.